Ci possiamo accorgere di quanto sia remota la storia del modellismo semplicemente visitando un museo archeologico dove è comune ammirare modelli risalenti all’età della pietra e che riproducono figure umane. L’arte del modellismo ha avuto inoltre grande diffusione nell’antico Egitto. Gli egizi infatti fornivano al defunto un corredo funebre atto a riprodurre gli oggetti e i personaggi necessari a vivere nell’aldilà una vita di agi. Nelle piramidi son stati rinvenuti, inoltre, moltissimi oggetti sapientemente riprodotti in miniatura e, tra questi, i velieri, che avevano una funzione basilare in quanto gli si attribuiva il potere di traghettare il defunto verso il paradiso. Anche gli antichi romani erano abili nel modellismo con funzione prevalentemente sacra e propiziatoria, ma anche ornamentale. Più vicino ai nostri tempi, squisiti modellini di barche a vela realizzate in osso dai prigionieri delle guerre napoleoniche sono ora diventati costosissimi pezzi da collezione, mentre i modelli di soldati dell’epoca napoleonica (per scopi strategici) o dell’età vittoriana, fatti in argento, stagno o molti altri metalli, sono considerati pregiati pezzi d’antiquariato.

Una panoramica sul modellismo moderno, dalla latta alla plastica al modello pressofuso

Il modellismo moderno nasce solamente nel ventesimo secolo con i primi modelli realizzati per puri scopi ludici e collezionistici, sia in scatola di montaggio che in kit. È in questo secolo che praticamente qualsiasi oggetto, soprattutto nell’ambito dei mezzi di trasporto, venne riprodotto in miniatura per il diletto di tutti gli appassionati del genere.

Le Citroén riprodotte in latta come giocattoli prima della guerra sono pregiati e fedeli esemplari in miniatura delle Citroén degli anni Trenta, mentre nel mondo del collezionismo aereo moderno è stata la Skybirds la ditta più lungimirante che, sempre negli anni Trenta (mentre il mondo si stava riarmando e stava potenziando le flotte aeree), diffuse l’uso di kit ben congegnati, dalla bella confezione, le parti semi-rifinite e ben presentate e con accluso libretto di istruzioni. Per un collezionista attuale questi modelli apparirebbero quantomeno rozzi per l’uso del legno con il quale venivano fatte ali e fusoliere, che rimanevano piuttosto grezze e necessitavano di un minuzioso lavoro di rifinitura e limatura. Al confronto sono i modellini della Frog, azienda rivale ma meno abile dal punto di vista della diffusione commerciale, ad apparire ancora oggi estremamente moderni grazie all’accuratezza dei dettagli e all’uso della più malleabile plastica.I primi famosi produttori di modellini d’auto sono stati la britannica Meccano e la statunitense Dowst Brothers. Le due ditte producevano dei modellini piuttosto basilari rispetto agli standard moderni e con rifiniture e vernici scadenti. I loro sono prevalentemente dei modellini giocattolo che non hanno il livello artistico di quelli da collezione.

Fu solo dopo la Seconda Guerra Mondiale che i modellini pressofusi fecero la fortuna della britannica Lesney Products, in seguito Matchbox.

I loro modellini, ultra-dettagliati e di gran qualità, divennero veri e propri oggetti da collezione e diedero così il via al mondo dell’automodellismo statico di qualità, un mondo ben lontano dalla logica della semplice macchinina giocattolo.